Come si racconta la bioeconomia a un bambino? È possibile parlare di sostenibilità, scarti organici e magari biogas con un linguaggio fatto di immagini, storie e finestrelle da scoprire? A rispondere è Chiara Pocaterra, Capo Dipartimento Progetti di APRE – Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea, che da oltre vent’anni lavora nella progettazione europea nei settori dell’energia, dell’agricoltura e dell’innovazione bio-based. Oltre alla sua attività nel coordinamento di progetti internazionali e nel dialogo con la Commissione Europea, Pocaterra ha dato vita a iniziative di comunicazione scientifica rivolte ai più piccoli, portando la bioeconomia dentro le scuole e – letteralmente – nelle mani dei bambini.

In questa intervista racconta il percorso che l’ha condotta a unire ricerca, creatività ed educazione, attraverso strumenti semplici ma potenti: un libro illustrato tradotto in oltre 15 lingue e una serie podcast per i più piccoli, nati per coltivare curiosità, consapevolezza e fiducia nella scienza.

L’intervista è stata realizzata nell’ambito della Campagna di sensibilizzazione condotta dal progetto Horizon Europe ALFA, che vuole cambiare il volto della zootecnia trasformando letame e residui agricoli in biogas sostenibile. Al centro del progetto c’è la tecnologia: una piattaforma digitale aiuta le aziende a calcolare il potenziale produttivo, stimare costi e benefici, e trovare casi studio simili da cui trarre ispirazione. Con ALFA, l’agricoltura diventa protagonista della transizione energetica. Non è fantascienza, è realtà in costruzione – e sta accadendo adesso, in sei Paesi d’Europa.

Chiara, partiamo da te. Come descriveresti il tuo percorso e il lavoro che svolgi oggi in APRE – Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea?

Il lavoro che svolgo oggi è una pura evoluzione di quello che ho iniziato a fare al termine del mio percorso di studi. Dopo la laurea in Economia e una specializzazione come project manager per l’innovazione, cercavo un’opportunità per entrare nel mondo della ricerca, attraverso un lavoro che avesse un respiro internazionale. Dopo un’esperienza in una società di consulenza a Bruxelles, ho avuto l’opportunità di rientrare in Italia, in APRE, la “casa” italiana del Programma Quadro per la Ricerca e l’Innovazione, il programma europeo che finanzia la ricerca e l’innovazione. Da allora ho sempre gestito progetti finanziati dal Programma Quadro su due settori specifici: energia e agricoltura, sistemi alimentari e bioeconomia. Ad un certo punto ho iniziato a sistematizzare la partecipazione di APRE ai bandi del Programma Quadro, con un occhio da una parte al rientro finanziario necessario all’associazione per la gestione delle attività e dell’altra alla missione istituzionale. APRE è un ente privato no-profit con una missione prettamente pubblica e quindi non si può perdere di vista il quadro di riferimento, il contesto nazionale e i soci a cui si rivolge.

Nel tuo ruolo di Capo Dipartimento Progetti APRE, ti occupi di molti temi strategici. Come sei arrivata ad appassionarti alla bioeconomia in particolare?

Quando entrai in APRE, più di venti anni fa,  mi trovai ad implementare le attività di un progetto europeo finanziato dal 6 Programma Quadro per la ricerca e l’innovazione sulla salute animale. Da allora, il tema dell’agricoltura e dei sistemi alimentari, che si è ampliato nel tempo a tutto il mondo della bioeconomia, mi ha accompagnata nel mio percorso di project manager e manager della ricerca. La bioeconomia è un tema affascinante, specie nei suoi aspetti più innovativi e tecnologici, intendendo per questi tutti i prodotti bio-based e i loro processi. I prodotti bio-based vengono generati utilizzando biomasse di tutti i tipi e tutti gli scarti biologici, sono escluse le risorse fossili. La ricerca sta ancora lavorando per far si che la bioeconomia sia sostenibile e circolare, sia nel senso che siano sempre disponibili le materie necessarie alla produzione dei prodotti, sia nel senso che abbia impatti ambientali limitati o nulli.

Bioeconomia, economia circolare, sostenibilità… parole complesse ma cruciali. Qual è l’approccio che tu e il tuo team adottate nei progetti europei che seguite? C’è un filo rosso che li unisce?

APRE partecipa attraverso il suo Dipartimento Progetti ai bandi del Programma Quadro di Ricerca e Innovazione e il suo personale conduce le attività dei progetti che vengono finanziati; la partecipazione avviene sempre restando nell’alveo della missione istituzionale di APRE che è quella di promuovere la ricerca europea. Per questo motivo le attività che si svolgono nei progetti afferiscono alla comunicazione, disseminazione e sfruttamento dei risultati della ricerca, coinvolgimento degli attori locali, nazionali ed europei per l’analisi dei bisogni rispetto a temi di ricerca, analisi delle politiche europee, raccomandazioni politiche verso la commissione europea, educazione della scienza, project management dei progetti di ricerca. Queste competenze sono trasversali, necessarie in tutti i progetti di ricerca a prescindere dal tema. La conoscenza del settore, quindi delle politiche europee, degli attori rilevanti e delle conferenze è estremamente importante ed è per questo che nel Dipartimento ci sono team tematici ed uno è dedicato al tema della bioeconomia e dei sistemi alimentari.

Nell’ambito dell’educazione della scienza verso i giovanissimi, avete dato vita ad una iniziativa insolita e bellissima: un libro per bambini dedicato alla bioeconomia. Come si intitola? Che tipo di contenuti troveranno i giovani lettori? 

    Grazie al progetto BIOVOICES finanziato dal Programma Quadro HORIZON 2020 per aumentare la consapevolezza rispetto ai temi della bioeconomia, è stato possibile sviluppare e stampare un libro illustrato per bambini. Il libro si intitola “Scopriamo la Bioeconomia!” ed è stato pubblicato nel 2021.

    Il libro è dedicato ai bambini dai 5 ai 9 anni ed è rivolto anche a tutti gli adulti, genitori e insegnanti, che lo leggeranno insieme a loro. Il libro racconta in modo semplice e chiaro, attraverso più di 80 finestrelle, che cos’è la Bioeconomia e quali sono i prodotti bio-based di uso quotidiano, promuovendo al contempo stili di vita e di consumo sostenibili.

    La realizzazione del libro è stata possibile anche grazie al coinvolgimento di oltre 30 esperti – riuniti in un Comitato Scientifico – provenienti da industrie, università, centri di ricerca e associazioni da tutta Europa, che hanno validato tutti i contenuti tecnico-scientifici e i disegni realizzati per il libro.

    Il volume “Scopriamo la bioeconomia” è stato stampato in più di 10.000 copie nella versione italiana, ma ci sono altre 15 versioni linguistiche disponibili (inglese, francese, tedesco, spagnolo, portoghese, ungherese, greco, rumeno, estone, olandese, slovacco, maltese, bulgaro, polacco, ucraino).

    In Italia il libro è stato distribuito ai bambini delle scuole elementari di tutta Italia, in alcuni contesti istituzionali e durante grandi eventi di comunicazione scientifica (Researchers’ Night e Maker Faire Roma). Le scuole e in particolar modo le insegnanti hanno accolto con grande entusiasmo questo prodotto ritenendolo un valido strumento di accompagnamento delle lezioni dedicate allo sviluppo sostenibile (parte delle 33 ore obbligatorie annuali di educazione civica).

    Ci racconti com’è nata l’idea? Cosa vi ha spinto a comunicare questi temi ai più piccoli? 

      Spesso il grande pubblico è poco informato su cosa significhi “bioeconomia”, su cosa siano i prodotti bio-based – nonostante trovino una crescente applicazione nella vita quotidiana – e sull’impegno del mondo della ricerca e dell’industria in questo campo. Sensibilizzare e coinvolgere i cittadini, specialmente le nuove generazioni, è di massima importanza per lo sviluppo futuro della bioeconomia.

      La diffusione della conoscenza a partire dalle scuole primarie è stata riconosciuta dalla Commissione Europea per poter ottenere dei reali cambiamenti nella società, inoltre il SDG[1] 4 “Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e opportunità di apprendimento per tutti” propone di investire nell’educazione/formazione di qualità per migliorare la vita delle persone, e quindi per contribuire allo sviluppo sostenibile.

      Seguendo le strategie descritte nel Green Deal europeo inoltre, la Commissione ha individuato molti altri obiettivi ambiziosi per rendere l’Europa un continente con un’economia prospera, moderna, competitiva e climaticamente neutra entro il 2050 (“Strategia a lungo termine per il 2050”[2]).

      Attraverso una comunicazione semplice, ma basata su evidenze tecnologiche e scientifiche, si può creare una maggiore fiducia verso le nuove tecnologie e d’altro canto accrescere la curiosità verso lo studio delle materie STEM[3] suscitando la curiosità verso tecnologie innovative.

      La realizzazione di questo libro si allinea appieno alle strategie sopra menzionate, senza tralasciare la “Strategia per la parità di genere 2020-2025”[4], che ha messo nero su bianco l’impegno di ogni cittadina e cittadino nel porre la giusta attenzione alla parità di genere, impegno che questo libro mantiene, nello story telling e nelle immagini, con una presenza sempre equilibrata di bambine e bambini, ricercatrici e ricercatori, donne e uomini.

      Sappiamo che tra gli argomenti affrontati nel libro c’è anche il biogas, introdotto grazie al progetto ALFA. Com’è stato inserito questo tema, e perché vi sembrava importante? 

        Nel 2024 ho deciso di aggiornare il libro, sostituendo alcuni contenuti delle finestrelle con informazioni che arrivavano dai nuovi progetti di ricerca finanziati dalla Commissione Europea e dalle nuove politiche europee intraprese. Grazie al progetto HORIZON EUROPE GenB, ho potuto aprire una nuova collaborazione con la disegnatrice della prima versione del libro e aggiungere i nuovi contenuti.

        Il libro mostra la vita quotidiana in 5 ambienti usuali: la casa, la scuola, il mare, la campagna e la città. Ho pensato quindi di introdurre l’idea della produzione del biogas dall’allevamento del bestiame che è al centro dell’attività di promozione del progetto ALFA: da un lato si tratta di un concetto semplice e ‘simpatico’ da divulgare ai bambini, dall’altro si favorisce una ampia diffusione della conoscenza delle fonti rinnovabili.

        Avete in programma anche altri strumenti educativi per completare il progetto? Podcast, video, laboratori…? 

          Il Dipartimento Progetti di APRE è molto interessato a continuare a sviluppare strumenti per l’educazione della scienza in tutti i settori e verso qualunque pubblico di riferimento. Alcuni mesi fa abbiamo sviluppato una serie podcast sulla bioeconomia per il pubblico dei piccolissimi: dai 4 ai 6 anni di età.

          I podcast sono perfetti per i bambini, che possono ascoltarli mentre sono in movimento – a scuola, in viaggio, durante il gioco, o addirittura prima di andare a letto. Questo formato consente di imparare divertendosi, stimolando l’immaginazione e la curiosità: usare la forza delle storie per spiegare concetti come la sostenibilità, la circolarità, il rispetto per l’ambiente e la forza della scienza, rendendo la bioeconomia un tema accessibile e affascinante anche per i più piccoli.

          Il titolo della serie podcast è “Bio-Avventure, primi passi per piccoli innovatori” e si compone di undici storie, pensate per trasmettere i principi base della bioeconomia. Ogni racconto ha una durata di circa 8-10 minuti, in linea con la capacità di attenzione dei bambini dell’età indicata ed è stato scritto da autori italiani riconosciuti.

          Il primo episodio è dedicato alla spiegazione dei concetti fondamentali della bioeconomia, un’introduzione semplice e chiara. L’ultimo episodio, invece, affronta la tematica del ruolo che i bambini e tutti noi possiamo avere nel processo verso un mondo più verde. Gli episodi centrali si concentrano su aspetti più pratici e concreti, raccontando di vari ambienti (città, foresta, campagna e mare) e delle biomasse che li caratterizzano, fonte di prodotti bio-based che aiutano a garantire la circolarità della bioeconomia.

          Ogni episodio è un mix di informazioni scientifiche, economiche e sociali, presentate in un formato narrativo che permette ai bambini di imparare concetti complessi in modo naturale, mentre ascoltano storie avvincenti che stimolano la loro immaginazione.

          In un’epoca in cui l’educazione ambientale è più urgente che mai, qual è – secondo te – il valore di parlare di bioeconomia con il linguaggio dell’infanzia? 

            I vari strumenti di educazione che abbiamo sviluppato sono un mix perfetto di scienza, creatività e narrazione, per creare un viaggio emozionante che aiuterà i bambini a capire meglio il mondo che li circonda e la sua evoluzione, mentre si divertono e imparano.

            Vorremmo ispirarli non solo nel fare scelte di consumo più sostenibili, ma anche nel capire che esistono tanti lavori diversi e nuovi che li aspettano.

            Per chiudere, che messaggio vorresti lasciare a tutti i piccoli lettori che sfoglieranno il vostro libro?  

              Abbiamo saputo da tanti genitori che il libro resta sul comodino vicino al letto dei loro figli per tanto tempo. Infatti, c’è sempre una finestrella da riguardare, da studiare meglio, un nuovo dettaglio su cui soffermarsi. Il libro è la scintilla che può accendere lunghe chiacchierate tra genitori e bambini o insegnanti e bambini, perché stimola il confronto, la voglia di conoscenza e la curiosità verso tutto quello che ancora non esiste, ma potrebbe esistere.

              Ci sono anche tante informazioni nuove per gli adulti, che sono per lo più inconsapevoli di quello che offre la bioeconomia.


              [1] Sustainable Development Goal 4: https://www.sdg4education2030.org/the-goal

              [2] https://climate.ec.europa.eu/eu-action/climate-strategies-targets/2050-long-term-strategy_it

              [3] L’acronimo STEM, dall’inglese science, technology, engineering and mathematics, è un termine utilizzato per indicare le discipline scientifico-tecnologiche e i relativi corsi di studio

              [4] https://commission.europa.eu/strategy-and-policy/policies/justice-and-fundamental-rights/gender-equality/gender-equality-strategy_it#strategia-per-la-parit%C3%A0-di-genere-2020-2025

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