L’Università degli Studi di Genova (UniGe) e l’Università di Bologna (UniBo) sono in prima linea nell’innovazione sostenibile, anche grazie ai loro team Elettra UniGe e UniBoAT, che sono stati da poco protagonisti alla Monaco Energy Boat Challenge 2024. Entrambi i progetti di sviluppo incarnano l’impegno per la sostenibilità e l’innovazione tecnologica, promuovendo al contempo la parità di genere nel campo dell’ingegneria.
Come team attivi già da diversi anni, sono oggi anche parte integrante del progetto GreenWave, finanziato dall’Unione europea NextGenerationEU attraverso MOST – Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile. Tramite la collaborazione con 24 università, il CNR e 24 grandi imprese, MOST ha infatti la missione di implementare soluzioni moderne, sostenibili e inclusive per l’intero territorio nazionale e si occupa di rendere il sistema della mobilità più “green” nel suo complesso e più “digitale” nella sua gestione. Lo fa attraverso soluzioni leggere e sistemi di propulsione elettrica e a idrogeno; sistemi digitali per la riduzione degli incidenti; soluzioni più efficaci per il trasporto pubblico e la logistica; un nuovo modello di mobilità, come servizio, accessibile e inclusiva.
L’obiettivo generale di progetti come GreenWave non è solo quello di diffondere i risultati, ma anche quello di promuovere la visione di fondo, soprattutto attraverso eventi sportivi di rilevanza mondiale. La copertura mediatica di questi eventi facilita il coinvolgimento di un vasto pubblico, mentre la partecipazione attiva di numerosi studenti universitari ai concorsi guiderà la prossima generazione di professionisti della mobilità verso la sostenibilità.
Un ulteriore obiettivo, che riteniamo fondamentale, è quello di diventare ambasciatori del concetto di mobilità sostenibile all’interno del settore industriale e tra gli altri stakeholder della comunità MOST in tutta Italia. Attraverso varie iniziative, l’obiettivo è promuovere una cultura di pratiche e innovazioni sostenibili all’interno di queste sfere di influenza, per affermare l’Italia come leader nella progettazione dei trasporti sostenibili e ispirare ulteriori progressi nel campo più ampio della mobilità. L’enfasi non è solo sui risultati tecnologici ma anche sulla promozione di una mentalità che dia priorità alla responsabilità ecologica e a soluzioni innovative per un futuro sostenibile.


Ma il progresso deve necessariamente essere equo, sia per le soluzioni che propone, sia per le persone che coinvolge. Da qui la volontà di mettere in luce la partecipazione di sempre più donne in ambiti che, stereotipicamente, sono a prevalenza maschile.
Il team Elettra UniGe, che per il secondo anno di fila si è aggiudicata il terzo posto alla Monaco Energy Boat Challenge nella categoria Energy class, si focalizza su soluzioni di imbarcazioni sostenibili, coinvolgendo numerose persone tra studenti, dottorandi e professori dell’Università di Genova. Con l’obiettivo di ottimizzare i sistemi di propulsione della barca elettrica, la squadra utilizza tecnologie avanzate come la stampa 3D per sviluppare eliche efficienti. La partecipazione alla competizione ha permesso di scambiare idee innovative con altri team, promuovendo un futuro più sostenibile per il settore nautico.
Il progetto UniBoAT dell’Università di Bologna, lanciato nel 2019, mira a sviluppare un’imbarcazione sostenibile con l’uso di materiali riciclabili e un motore fuoribordo elettrico. Il team multidisciplinare di studenti e ricercatori del Dipartimento di Ingegneria Industriale (DIN) ha ottenuto successi notevoli di recente, vincendo la Monaco Energy Boat Challenge per tre anni consecutivi fino al 2023.
La parità di genere nell’ingegneria passa anche dal lavoro di squadra
Per ispirare le future generazioni ci vogliono, però, anche ambasciatrici. L’importanza della rappresentazione e dei modelli di ruolo ha oggi assunto un ruolo molto importante oggi e come associazione vogliamo aumentare la visibilità dell’ottimo lavoro che all’interno di questi team viene fatto per integrare tutte le competenze e far sì che ogni persona abbia il proprio spazio di crescita e realizzazione, mettendosi in gioco con un processo di learning-by-doing.
Abbiamo quindi chiesto alle ragazze dei due team Elettra e Uniboat che hanno partecipato alla Monaco Solar Challenge 2024, tutte studentesse di quei corsi di ingegneria dove è più difficile trovare una larga partecipazione femminile, di raccontarci meglio quali sono i ruoli che ricoprono all’interno del team e cosa le ha appassionate di più di questo tipo di esperienza. Le ragazze coinvolte nei team dimostrano a tutti gli effetti che le donne possono eccellere in campi tradizionalmente dominati dagli uomini e la loro partecipazione e i loro successi servono da ispirazione per altre giovani donne interessate alle carriere STEM.
Per il team di Elettra UniGE abbiamo intervistato le studentesse che frequentano Ingegneria Navale all’Università di Genova e si occupano di diversi aspetti fondamentali per la progettazione del prototipo e la partecipazione alle competizioni! Passione, multidisciplinarietà e determinazione sono alcune delle parole chiave che hanno scelto per descrivere questa esperienza e incoraggiare altre ragazze a intraprendere la stessa strada.
Camilla Poggi, Carlotta Pastorino e Sofia Marino hanno affrontato la messa a punto di Elettra e le operazioni che sono servite a gestire la sua partecipazione a questa competizione, mettendo a frutto le proprie competenze riguardanti il design strutturale, le simulazioni CFD e gli aspetti di logistica della competizione, nonché la guida dell’imbarcazione durante la gara.
E’ opinione condivisa che per promuovere un futuro più sostenibile e contribuire a creare imbarcazioni green è necessario tanto lavoro e, soprattutto, un team eterogeneo e coeso! Abbiamo quindi chiesto anche alle studentesse che fanno parte della squadra di UniBoAT dell’Università di Bologna di cosa si occupano in questo progetto e con quali parole descriverebbero l’esperienza di vedere evolvere sotto i loro occhi Futura, un prototipo che ad oggi ha già vinto diverse edizioni della Monaco Energy Boat Challenge.
Chiara Nicolini (ingegneria meccanica), Maria Beatrice Prestia (ingegneria elettrica), Tecla Costa (ingegneria energetica), Benedetta Muratori (pilota di Futura) e Letizia Floris (economia e finanza) sono coinvolte in prima linea nei vari aspetti di realizzazione e gestione del prototipo, dalla laminazione del carbonio, all’ottimizzazione del powertrain. Grazie a questa esperienza hanno avuto l’occasione sia di mettere in pratica quello che hanno imparato nel corso dei loro studi, sia di entrare in contatto con aziende e stakeholders che operano in questo settore. Un buon campo di allenamento anche e soprattutto per le famose (e utilissime) competenze trasversali che tanto servono nella vita e di cui oggi si parla tanto e a ragion veduta.
Storie come queste sono belle e ispiranti, ma anche molto utili da raccontare per dare visibilità ad un cambiamento lento, ma che è ormai inesorabilmente in atto nella necessità di creare una maggiore diversificazione nell’ambito scientifico. Nonostante le numerose sfide da affrontare, infatti, i numeri sulla presenza delle ragazze nel campo ingegneristico in Italia sono migliorati negli ultimi anni e gli studi che attestano i benefici di una maggiore diversity spingono proprio in questa direzione.
Secondo un’indagine del 2023 del Dipartimento Centro Studi della Fondazione Consiglio Nazionale degli Ingegneri, In Italia ci sono più di 277.000 donne laureate in ingegneria, pari al circa il 26,6% dei laureati in questa disciplina. Oltre a ciò, c’è da considerare che la percentuale di donne iscritte alla facoltà di ingegneria che raggiungono il titolo di Laurea è superiore a quella dei colleghi maschi, a dimostrazione di una ottima motivazione e della consapevolezza della scelta effettuata.
Considerando l’intera popolazione italiana femminile laureata, la frazione in possesso di un titolo universitario in ingegneria rappresenta circa il 7% del totale. Tuttavia, il numero di donne è maggiormente significativo nei corsi di laurea del ramo civile dove arrivano a costituire fino al 60% degli immatricolati. Meno attrattivo per le donne risulta il settore dell’Ingegneria dell’Informazione, dato che rappresentano solo il 22,9% degli immatricolati.
E’ innegabile: le ragazze tendono a concentrarsi maggiormente in alcuni settori dell’ingegneria rispetto ad altri. Per esempio, l’ingegneria gestionale e l’ingegneria biomedica tendono ad attrarre più donne rispetto all’ingegneria meccanica o elettronica o quella navale, che risultano essere invece tra quelle con meno partecipazione in assoluto.

Da qui la necessità di sottolineare questo aspetto in un progetto che è a forte stampo ingegneristico. Ed ecco perché la presenza di modelli femminili nel campo dell’ingegneria è fondamentale per ispirare le nuove generazioni; quando a giocare questo ruolo sono ragazze molto più vicine alle giovani generazioni o che ne fanno parte, l’azione di visibilità e di sprono è ancora più efficace. La visibilità di ingegnere che sono efficacemente coinvolte in team multidisciplinari come questi ci aiuta a combattere gli stereotipi di genere e dimostrare che le donne possono eccellere in questi campi, ma soprattutto fa capire il valore della collaborazione all’interno di un gruppo e la necessità di poter mettere a frutto le proprie competenze in un contesto virtuoso.
I progetti Elettra UniGe e UniBoAT dimostrano che la combinazione di innovazione tecnologica, sostenibilità e parità di genere può portare a risultati straordinari. Promuovendo la partecipazione delle donne nell’ingegneria navale, queste iniziative non solo avanzano la tecnologia ma anche la cultura dell’inclusività e della diversità. Questi progetti non solo stanno creando un impatto significativo nel presente, ma stanno anche ispirando le future generazioni di ingegneri e innovatori.
Il progetto Green Wave è finanziato grazie al Piano Nazionale Ripresa e Resilienza (PNRR) – Missione 4 Componente 2 Investimento 1.4 – Progetto CN_00000023 denominato Sustainable Mobility Center
