E le libere professioniste?

Maria Rosaria Baldi

    Maria Rosaria Baldi è laureata in Biotecnologie Mediche e ha conseguito la specializzazione in Scienze dell’Alimentazione. Ha lavorato come borsista presso un laboratorio di ricerca del CNR e ha avuto una breve esperienza con informatrice scientifica. Attualmente svolge la libera professione di biologa nutrizionista, in uno studio privato a Napoli.

    Ha una figlia. 

    D.: La sua carriera ha influenzato i suoi programmi familiari (es. ha aspettato un determinato momento per sposarsi o per programmare dei figli)?

    Sì, a partire dalla data del matrimonio, scelta in un periodo di pausa dal lavoro, le vacanze natalizie fino ad arrivare al momento di ricerca di una gravidanza. 

    D.: Viceversa, la costruzione di una famiglia ha, in qualche modo, influito sul suo lavoro?

    Si, da quando sono diventata mamma ho rallentato moltissimo i miei ritmi lavorativi, inizialmente per scelta o necessità. Successivamente, pur volendo, non sono riuscita più a ritornare alla situazione lavorativa precedente alla gravidanza. Inoltre non seguo più corsi di formazione, di aggiornamento ed eventi fuori regione per difficoltà organizzative familiari. 

    D.: Ha potuto usufruire del congedo di maternità o di sostegni alla maternità per i liberi professionisti?

    Per i liberi professionisti non esiste l’astensione obbligatoria da lavoro, semplicemente perché il professionista è il datore di lavoro di sé stesso, per cui si organizza da sé giorni e orari di lavoro, Inoltre lunghe assenze da lavoro possono far perdere una “fetta di mercato” che poi è difficile recuperare. Come biologi abbiamo una cassa di previdenza privata, l’ENPAB, che dà un contributo di maternità e di cui ho potuto usufruire. 

    D.: Ha sospeso o ridotto la sua attività professionale durante la gravidanza o l’allattamento? Se sì, questo ha influito sulla tua carriera? (sia in termini di reddito che di posizionamento sul mercato).

    SI, ho sospeso completamente la mia attività per qualche settimana ed ho ripreso a bassissimo ritmo dopo circa un mese dalla nascita di mia figlia. Ho mantenuto un ritmo basso per diverso tempo, arrivando al lockdown per la pandemia del Covid. Cessata la fase di maggiore emergenza, ho avuto grandi difficoltà a riposizionarmi come prima sul mercato, in generale il mio volume di affari si è ridotto notevolmente. 

    D.: Le hanno mai, consapevolmente o meno, fatto pesare il fatto di essere una donna, nel suo lavoro? 

    Fortunatamente no, non mi è mai capitato, Ma il bello della libera professione è proprio questo; non hai nessuno a cui dover rendere conto. 

    D.: Vorrebbe lanciare liberamente un messaggio alle ragazze che stanno pensando di affrontare una carriera in ambito scientifico – tecnologico?

    Ritengo tutto l’ambito scientifico tecnologico poco tutelato in Italia dal punto di vista di una donna che mette su famiglia, sia come dipendente che come libera professionista, quindi consiglio che mi sento di dare è scegliere per quanto possibile un impiego più tutelato e compatibile con il ruolo di madre, pur restando in ambito scientifico. 

    Laura Savoia

      Laura Savoia è laureata in Biologia della Nutrizione. Per un periodo ha lavorato come agente di commercio, trattando materiali di consumo ed apparecchiature per i laboratori universitari in Campania. Dopo aver conseguito l’abilitazione come biologa ha iniziato a svolgere la libera professione di nutrizionista, con diversi studi privati dislocati nella provincia di Roma.

      Ha due figli.

      D.: La sua carriera ha influenzato i suoi programmi familiari (es. ha aspettato un determinato momento per sposarsi o per programmare dei figli)?

      No, non direi. Mi sono sposata ed ho avuto i miei figli dopo aver iniziato la professione, senza fare particolari ragionamenti.

      D.: Viceversa, la costruzione di una famiglia ha, in qualche modo, influito sul suo lavoro?

      Ho smesso di seguire corsi di formazione e di aggiornamento fuori regione, troppo onerosi sia economicamente che in termini di tempo. Al momento ho priorità familiari che mi impediscono di fare scelte diverse, avendo due figli ancora piccoli. 

      D.: Ha potuto usufruire del congedo di maternità o di sostegni alla maternità per i liberi professionisti?

      Sì, fortunatamente l’Ente Nazionale di Previdenza a Favore dei Biologi (ENPAB) mette a disposizione un’indennità di maternità in relazione agli anni di contribuzione antecedenti alla maternità e in funzione del proprio reddito e grazie a questo si riesce a far fronte ai diversi mesi di inattività, in prospettiva di un rientro posticipato post-gravidanza. Inoltre, noi donne possiamo usufruire di un’assicurazione che copre molte delle spese legate agli esami gestazionali.

      D.: Ha sospeso o ridotto la sua attività professionale durante la gravidanza o l’allattamento? Se sì, questo ha influito sulla tua carriera? (sia in termini di reddito che di posizionamento sul mercato).

      SI, ho dovuto fermarmi per diversi mesi e ho ripreso a lavorare con una netta diminuzione degli orari di lavoro. Per una ripresa a pieno regime ho dovuto attendere alcuni anni dalla nascita sia del primo figlio sia della seconda bambina.

      D.: Le hanno mai, consapevolmente o meno, fatto pesare il fatto di essere una donna, nel suo lavoro? 

      No, perché io sono il mio capo, la mia segretaria, il mio contabile e il mio portaborse!

      D.: Vorrebbe lanciare liberamente un messaggio alle ragazze che stanno pensando di affrontare una carriera in ambito scientifico – tecnologico?

      La libera professione ha i suoi pro e i suoi contro: sicuramente la professionista ha la possibilità di gestire da sé i tempi e i ritmi, per farli conciliare con quelli familiari; dall’altra parte, però, ritengo che sia molto dispendioso rispetto al guadagno netto.

      Questa intervista rientra nel lavoro di tesi svolto da Giovanna Corona su “Scienziate e Maternità” all’interno del Master in Comunicazione Scientifica dell’Università di Parma, grazie al quale sono state poste alcune domande a scienziate attualmente in attività sulla carriera, sulla famiglia, sul loro lavoro e su come siano riuscite a conciliare tutto. La scelta delle protagoniste ha spaziato dalla fisica alla chimica, dall’informatica alla biologia, così come il ruolo assunto, che va dalla docente universitaria alla direzione di un istituto di ricerca fino ad arrivare alle libere professioniste.

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